Suez


Accrescere la conoscenza come punto di partenza per compiere un deciso salto di qualità  

 

Intervista l’Ing. Mario Adamo, esperto in soluzioni innovative per ottimizzazione e miglioramento delle performance della infrastruttura idrica e Business Development Director presso Suez


Quali soluzioni tecnologiche e prodotti innovativi porterete ad H2O?

Un prodotto destinato alle water utilities che sostanzialmente si compone di due linee di offerta.
La prima è una piattaforma software realizzata per il monitoraggio real time delle infrastrutture idriche. Suez ha sviluppato questo sistema, denominato Acquaplanet, che abbraccia ogni fase del servizio idrico: reti idriche, reti fognarie, impianti ed efficienza energetica. Questa piattaforma permette al gestore di avere una visione completa del processo, diventando quindi un supporto sia per il monitoraggio che per le decisioni di intraprendere azioni finalizzate al miglioramento dell’efficienza.
La seconda linea è invece legata ai servizi di ingegneria specialistica, sempre circoscritti alle reti idriche e fognarie, ed in particolar modo a quelle reti che si servono di strumenti innovativi quali i sensori di pressione ad alta frequenza. Questi ultimi infatti consentono di identificare i fenomeni transitori che sono all’origine delle perdite e quindi gestire e progettare la rete con gli opportuni interventi. È un servizio di ingegneria, denominato Calm Network, che tende a organizzare la rete cercando di limitare al massimo le perturbazioni e i fenomeni transitori per migliorarne l’efficienza. Questo servizio rappresenta un mix di più strumenti di fornitura, il gestore di pressione è infatti uno di quelli che siamo in grado di fornire al cliente anche in modo autonomo.
Generando una quantità di dati considerevole, a fronte dell’utilizzo di questi mezzi, il know how gioca un ruolo fondamentale, diventa assolutamente necessario interpretare le informazioni ottenute per conferirne valore, proprio per questo viene annesso anche un servizio di analisi e progettazione che vengono modulate in base alla richiesta del cliente.
La nostra presenza ad Accadueo quest’anno quindi sarà focalizzata su questi due aspetti, senza però tralasciarne un terzo. Abbiamo infatti sviluppato un software per la pianificazione degli investimenti. Avendo a disposizione le informazioni relative agli asset e al monitoraggio della pressione siamo in grado di identificare le condotte ammalorate che necessitano di essere inserite in un piano di investimenti; la particolarità è che non si tratta di una valutazione umana ma è un vero e proprio approccio oggettivo al problema. Anche in questo caso è indispensabile avere a disposizione un database storico delle rotture e il GIS con lo stato delle condotte, inserendo nella piattaforma questi dati è possibile creare un piano o di sostituzione condotte o di interventi di modulazione e gestione della pressione.
La differenza del lavoro di Suez è che tutte le metodologie e soluzioni che abbiamo sviluppato sono state pensate prima di tutto per le nostre esigenze, sono quindi prodotti calati nella gestione del servizio idrico. Ci agganciamo ad un‘esperienza operativa di utilizzo che ci permette di far implementare i software sulla base delle necessità riscontrate sul campo.

 

Quali sono i mercati e i target a cui vi riferite e quindi i soggetti che vi aspettate di incontrare durante i tre giorni?

Il nostro target sono le utilities di dimensione contenuta che, avendo a disposizione meno strutture, fanno più fatica ad intraprendere percorsi come quelli sopra citati, vogliamo quindi essere di aiuto per il loro sviluppo.

 


Su quali tematiche il mondo dell’acqua dovrà confrontarsi per un deciso salto di qualità?

Io credo che per fare un passo deciso in avanti un primo tassello sia la conoscenza; oggi purtroppo i gestori non hanno le informazioni adeguate per avere chiaro il comportamento delle proprie infrastrutture. L’aspetto del funzionamento dei propri servizi è fondamentale, rilievi e digitalizzazione della rete devono diventare, secondo me, elementi indispensabili per chi si occupa del settore idrico. Spesso, soprattutto le utilities più piccole, non hanno sufficienti strumenti per reperire tutti i dati necessari e quindi lavorano considerando un GIS che però non è aggiornato.
Incrementare quindi la conoscenza deve essere il punto di partenza per poi intraprendere azioni successive. A questo si collega anche il monitoraggio dei dati che porta alla messa a disposizione di questi ultimi, infatti monitorare l’infrastruttura con l’intento di andare a reperire informazioni in ottica di miglioramento è il passo successivo alla conoscenza. Il monitoraggio del funzionamento dell’infrastruttura è fondamentale per identificare le anomalie e intraprendere percorsi per risolverle.
Io vedo quindi azioni mirate come idea per iniziare un cambiamento nel settore idrico.
Sappiamo che il tasso di rinnovo delle reti è oggi molto basso a causa di costi onerosi, non solo in Italia. Suez ha un mantra, che è la gestione della pressione. Ovunque andiamo per prima cosa guardiamo la rete e cerchiamo di organizzarla e gestirla riducendo la pressione al minimo, ove possibile, ed evitando che ci siano sbalzi di pressione. Io credo che utilizzando questo tipo di approccio, che tende a individuare le anomalie, si possa sopperire alla carenza di investimenti per sostituzioni e raggiungere comunque obiettivi di efficienza senza necessariamente dover cambiare le condotte. Il tutto peraltro in tempi rapidi, infatti in circa 6 mesi abbiamo la possibilità di individuare e localizzare le disfunzioni e preparare quindi un piano di investimenti.
Questo ci ha permesso di ottenere risultati interessanti, proprio a fronte di ciò la vediamo come un’alternativa ai piani di rinnovo che rimangono comunque necessari.

 


Ritenete che le istituzioni abbiano compreso pienamente il valore della filiera industriale dedicata al settore idrico; e vi siano quindi stanziate - grazie anche al Recovery Fund - le risorse necessarie per far evolvere il comparto?

Credo che Arera abbia intrapreso la strada giusta e introducendo gli indicatori di performance sta spingendo i gestori a fare efficienza nel miglior modo possibile, senza dover necessariamente ricorrere alla sostituzione. Vedo quindi delineata una strada.
A livello di disponibilità economica i fondi che arriveranno dal PNRR sono sicuramente importanti, anche se ritengo che si potesse mettere a disposizione qualcosa di più per il settore idrico.