Lektor srl


Digitalizzare i processi per compiere un salto di qualità

 

Lektor srl, Software house specializzata in applicativi per terminali palmari, lettura contatori, fotolettura al contatore, recapito postale e app aziendali prenderà parte ad H2O, per l’occasione abbiamo intervistato Andrea Sesana, Amministratore Delegato @Lektor srl

 

Quali soluzioni tecnologiche e prodotti innovativi porterete ad H2O?

Il nostro obiettivo è sempre stato la digitalizzazione dei processi, il che significa eliminare tutto ciò che è cartaceo dalle mani degli operatori che lavorano sul territorio. L’impegno principale quindi è stato quello di utilizzare squadre di lavoro esterne e soluzioni software per mobile. Dal 2000 circa, questo è diventato il nostro punto di forza, evitare ai letturisti l’utilizzo di un libro di carta per trovare nomi e cognomi delle utenze dove recarsi.
Dopo la logistica di magazzino è infatti stato questo uno dei primi interventi, l’utilizzo dei palmari per gli operatori sul territorio ha rappresentato non solo un miglioramento della qualità del lavoro ma anche una traduzione in vantaggio a livello economico.
A seguito di questo la nostra mentalità è sempre più proiettata alla digitalizzazione sia di altri settori che per gli interventi sul territorio.
Noi proponiamo la lettura dei contatori con metodo tradizionale, abbiamo avviato una collaborazione con Maddalena per gestire la rilevazione delle letture con walk by, quindi utilizzando la trasmittente di Maddalena rileviamo contatori diversi che però è possibile leggere, grazie al nostro software, con metodo tradizionale. Questo è un elemento estremamente innovativo, fino a circa due anni fa infatti il costruttore andava a proporre il proprio protocollo, quindi vendeva la propria tecnologia e tutto ciò che questo comportava, ossia l’utilizzo di palmari solo di quell’azienda e software specifici; ogni volta quindi che c’era la volontà o necessità di cambiare produttore si era vincolati anche al cambio di tutto il sistema quindi strumenti e apparecchiature.
È storia recente l’inserimento da parte delle utility nelle gare di un protocollo Oms.
Un letturista tradizionale che utilizza la nostra soluzione quando si avvicina a qualsiasi contatore lo legge e rileva la trasmissione. Questo significa che un operatore può uscire con un solo palmare e leggere tutti i contatori. Questo era il nostro obiettivo e lo abbiamo raggiunto grazie alla collaborazione con più utility.
Per quanto riguarda il metodo walk by e drive by questa è la nostra soluzione, ci sono poi altre metodologie come Lorawan e NBIoT che aprono altri mondi.

 

Quali sono i mercati e i target a cui vi riferite e quindi i soggetti che vi aspettate di incontrare durante i tre giorni?

Le utility, di qualsiasi dimensione, rappresentano il target principale.
Abbiamo come cliente storico A2A che utilizza il nostro software sia gestionale che su palmare, generando quindi un numero considerevole di letture. Ma anche Acsm Agam, Smat Torino, Veritas e siamo anche partner di Zebra.
Va sottolineato però come lavorando con utility di media e grande dimensione i letturisti hanno una continuità lavorativa che consente un investimento in palmari di qualità. È chiaro che per una cooperativa o spa che partecipa alle gare di letture contatori saltuariamente investire in diversi palmari diventa troppo oneroso.
Un aspetto che non va dimenticato è l’importanza del contatto con il territorio, la tendenza ad appaltare all’esterno la lettura è sempre più frequente in quanto porta un vantaggio economico ma non conoscere le infrastrutture e il luogo dove si opera crea un danno maggiore, a mio parere.
Le utility più sensibili infatti iniziano a invertire questa tendenza.

 

Su quali tematiche il mondo dell’acqua dovrà confrontarsi per un deciso salto di qualità?

Da parte delle utility noto sempre più la necessità di avere a disposizione e gestire il dato, ma questo non è il reale problema. Il vero scoglio è utilizzare strumenti che siano in grado di integrarsi. Prendiamo l’esempio del Meta Engineering o di GeoCall, strumenti farraginosi e complessi che però continuano ad essere utilizzati. Serve una maggior educazione software all’interno delle utility per sensibilizzarli, prendendo infatti un modulo esterno ell’engineering è comunque possibile integrare i sistemi con semplicità con gli attuali web service; è un’azione poco complessa e assolutamente fattibile ma quasi nessuno ne è a conoscenza.
Nei primi anni 2000 l’utility utilizzava un Crm costruito da una società per la raccolta di informazioni, dopo di che esisteva un altro sistema completamente diverso per la fatturazione e così via, far comunicare questi software è pressoché impossibile: ridondanza di dati, diversi linguaggi e data base differenti. Quello che quindi tutti andavano cercando era un unico fornitore che producesse una struttura modale ma integrabile. Un mezzo simile è però impossibile da gestire in quanto le norme che Arera pubblica sono molto più rapide e in costante evoluzione rispetto alle modifiche che richiederebbero ogni volta questi software; oggi quindi è più semplice avere moduli separati ma con modalità di comunicazione semplificate. Le soluzioni IT consentono di prendere il meglio da ogni fornitore.
Le utility devono recepire questa verticalizzazione e specializzazione da parte dei fornitori esterni.

 

Ritenete che le istituzioni abbiano compreso pienamente il valore della filiera industriale dedicata al settore idrico; e vi siano quindi stanziate - grazie anche al Recovery Fund. Le risorse necessarie per far evolvere il comparto?

Credo che si stia facendo tanto ma non sia sufficiente per far comprendere la complessità del settore idrico. Paradossalmente nel gas ci sono più risorse ma la difficoltà maggiore di gestione rimane nell’acqua. In questo ambito ultimamente si sta tentando un approccio di sensibilizzazione, di risparmio di un bene che in Italia ha ancora un prezzo fin troppo basso, ma non ci sono gli strumenti adeguati.
L’approccio delle utility è diverso o molto manageriale e attento all’efficienza, in particolar modo nel Nord Italia, o caratterizzato da una mentalità da servizio pubblico con elementi che si concentrano sul risultato e altri che si perdono nei meandri della burocrazia, in particolar modo nel Meridione. I giovani hanno maggior consapevolezza del valore dell’acqua ma dovrebbe esser più sentito all’interno delle utility stesse.
Per fare un esempio pratico Montagna 2000 fino a poco fa era il classico acquedotto con 10 comuni in perdita. A seguito della nomina di Emilio Guidetti come Amministratore Unico e Direttore Unico la situazione è notevolmente migliorata. Il suo approccio è quello di gestione come un’azienda privata a livello manageriale. Ha quindi internalizzato alcuni servizi, come la lettura dei contatori assumendo disoccupati per farlo, ha ampliato la conoscenza del territorio e riportato l’acquedotto ad un bilancio positivo. Questo è solo un esempio pratico di come, a volte, una svolta personale possa rappresentare un salto di qualità per una realtà intera.